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Le Tegnue di Chioggia

di Piero Mescalchin

La storia

Fin dal XVIII secolo era già nota la presenza di rocce sommerse al largo delle coste nord Adriatiche italiane, come testimoniano gli scritti dell’abate Giuseppe Olivi (1792).

I pescatori locali le hanno sempre chiamate “Tegnùe” per la loro capacità di trattenere e rompere le reti. Anche se temuti per i danni che possono arrecare, questi fondali sono sempre stati apprezzati per la loro elevata pescosità.

Tegnùe ve ne sono un po’ in tutto l’Adriatico settentrionale, a profondità variabili dai 15 ai 40 metri. Hanno dimensioni che vanno dai piccoli massi isolati fino a formazioni estese per centinaia di metri. Le Tegnùe sono rocce organogene carbonatiche, cioè costruite dagli organismi marini, generalmente sovrimposte a substrati duri precedentemente formatisi per il consolidamento di sabbie. Si tratta in pratica di veri e propri “reef” naturali, svilluppatesi negli ultimi 3-4.000 anni, e che differiscono da quelli tropicali perché i principali organismi costruttori qui non sono i coralli, ma bensì le alghe rosse calcaree, chiamate “Corallinacee”.

Una Associazione gestisce l’area

tegnueL’Associazione Tegnùe di Chioggia – onlus, nasce dall’incontro di persone animate dalla passione per il mare, consapevoli della necessità di unire le forze per studiare, valorizzare e proteggere l’ambiente straordinario e ancora poco conosciuto delle Tegnùe, particolarmente estese al largo di Chioggia. Grazie al progetto, predisposto dal sub padovano Piero Mescalchin, corredato da materiale scientifico, fotografico e filmico, il 5 agosto del 2002 con Decreto del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, l’Area delle Tegnùe di Chioggia viene quindi dichiarata “Zona di Tutela Biologica”, introducendo così il divieto di qualsiasi attività di pesca.

Il primo atto dell’Associazione fu quello di presentare alla Regione Veneto, con la collaborazione di tutti i componenti del direttivo e del Comitato Tecnico Scientifico, un progetto triennale per la conoscenza, valorizzazione e gestione della zona di tutela biologica. La completezza e l’alta professionalità dimostrata ottengono subito il sostegno economico necessario. Il progetto, avviato nel luglio 2003, prevede aspetti divulgativi ed educativi, la predisposizione di ormeggi, percorsi subacquei e la sperimentazione di una gestione che consenta una fruizione turistica eco-compatibile e sostenibile. Gli aspetti scientifici, comprendenti la caratterizzazione dei fondali e il monitoraggio dello stato dei popolamenti per valutare l’efficacia degli interventi di gestione, sono sviluppati da diversi Istituti di ricerca, nel pieno della loro autonomia e nell’ambito di un protocollo d’intesa comune. L’Associazione fornisce ove possibile il proprio supporto di mezzi e persone e, attraverso il finanziamento della Regione, sostiene con borse di studio la formazione di giovani laureati.

Molto sta facendo anche il gruppo divulgativo dell’Associazione; cinque biologhe  marine con interventi mirati portano nelle scuole di ogni ordine e grado e nella associazioni sportive e culturali, la conoscenza della realtà delle “Tegnue” ancora a molti sconosciuta.

Nel 2010, in occasione di un convegno a Venezia,  un copioso dossier è stato portato all’UNESCO, per proporre le “Tegnue” come “Patrimonio dell’umanità”

Per quanto riguarda la fruizione turistica, sono state varate 13 boe all’interno della zona di tutela.Le boe, non solo testimoniano l’esistenza della riserva, ma sono anche il primo passo per una fruizione turistica compatibile con il rispetto dell’ambiente. Ormeggiando alle stesse, invece di ancorare, si evitano danni alle delicate rocce carbonatiche e agli organismi che vi crescono sopra. Le mappe e i percorsi guidati, predisposti dai diversi club, sempre pubblicati sul sito dell’Associazione www.tegnue.it , conducono i subacquei nei punti di maggiore interesse aumentando anche la sicurezza dell’immersione.

Nella Zona di Tutela Biologica le Capitanerie di Porto di Chioggia e Venezia, sulla base del decreto istitutivo, hanno emesso un’ordinanza che vieta qualunque forma di pesca, che professionale sia sportiva, la raccolta de\gli organismi del fondo, l’ancoraggio e l’immersione al di fuori delle boe predisposte. Questi provvedimenti sono finalizzati a preservare sia le specie d’interesse commerciale sia l’ambiente che le ospita. La creazione di una zona di riproduzione e ripopolamento col tempo potrà alimentare le aree circostanti garantendo il mantenimento della redditività della pesca.

campo boe tegnue mestre

Campo boe d’attracco – Tegnue di Chioggia

Per Info:

Tel/Fax +39 049 684392

Associazione “Tegnue di Chioggia” – onlus – Palazzo Morari, Calle S. Cristoforo, 264 30015 Chioggia (VE).

Web site: www.tegnue.it 

E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

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