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L’approccio Olistico Hogartiano all'immersione

Scritto da Vivian Federico on .

Diego Aldegani

Un paio di settimane fa Andrea ha partecipato ad uno stage organizzato dagli amici di BluSub dove si parlava tra le altre cose dell' approccio Olistico Hogartiano. Il relatore era il nostro amico Diego Aldegani del Bolzano Sub il quale ha trattato l'argomento portando anche dei filmati molto interessanti.

Di cosa stiamo parlando?   Forse qualcuno di voi ha già sentito questo termine e magari già usa questa configurazione.......ma per gli altri che è la prima volta che sentono questa definizione cercheremo grazie anche a questo articolo reperito in Internet di fare chiarezza....

Buona lettura a tutti......  

The Holistic Hogarthian Approach to Diving
Traduzione di Carlo Amoretti

L’approccio Olistico Hogartiano è un approccio complessivo all’immersione, che combina una configurazione pulita e ottimizzata dell’attrezzatura ad una completa compressione della fisica e della fisiologia dell’immersione, della giusta pianificazione delle immersioni e del lavoro di squadra.
Il sub Olistico Hogartiano fa in modo di essere in buona forma fisica e mentale per effettuare le immersioni, tanto che sia un tuffo a 9 metri sulla barriera o una immersione su un relitto a 90.
OH è derivata dalla configurazione hogartiana sviluppata da vari subacquei che hanno esplorato in profondità le grotte della Florida ed è stato “distillato” in un sistema da Bill “Hogart” Main.
La sua filosofia era che “meno è meglio”, se non ti serve non portatolo. OH ha esteso questo approccio a tutti gli aspetti della subacquea, non esclusivamente alla configurazione dell’attrezzatura.
Configurazione Hogarthiana
Al centro della configurazione Hogartiana si trova l’imbraco con piastra. Il sistema è semplice e robusto, ma estremamente versatile. La piastra d’acciaio o di alluminio viene imbracata con nastro di nylon da 5 cm, meglio se con una sola striscia di tessuto o con una fibbia a sgancio rapido (1).
Vengono aggiunti minimo 3 anelli a D: due alle spalle ed uno al fianco sinistro. Un sacco viene interposto tra bombola e schienalino e assicura il galleggiamento. Per immersioni con una sola bombola le dimensioni ottimali vanno tra 35 e 35 (cf?), per bibo si suggerisce 55 –65. Sacchi oltre 65 cf sono considerati eccessivi e servono solo ad aumentare il profilo del subacqueo accrescendo l’attrito idrodinamico.
La configurazione Hogartiana sconsiglia l’uso di doppi sacchi, che aggiungono solo più attrito e sono assolutamente inutili quando si usa una attrezzatura equilibrata.
Il subacqueo dovrebbe essere in assetto neutro a 4,5 m con il sacco vuoto e indossando una muta umida o stagna. Ma ha la possibilità di abbandonare della zavorra in immersione (la batteria della luce o i pesi veri e propri) per riuscire a tornare in superficie. Questo richiede anche di non utilizzare mai pesanti bombole in acciaio insieme ad una muta umida.
Erogatori
Il sub respira da un erogatore a frusta lunga e in caso di fine aria del compagno gli passa quello dal quale sta respirando. In acque libere la frusta può essere lunga anche solo 1 metro, ma è consigliata di 2 metri e 10.
La frusta da 2 metri scende dal primo stadio, incrocia il tronco del sub, gira attorno al collo e va in bocca. L’erogatore di rispetto si porta con un elastico attorno al collo e rimane appena sotto il mento. In caso di necessità il donatore sa sempre dov’è l’erogatore di rispetto e deve solo metterlo in bocca, senza che sia necessario sganciare alcunché. Allo stesso tempo il ricevente ha una chiara indicazione visiva (le bolle di scarico del donatore) di dove trovare l’aria che gli serve ed è anche certo che l’erogatore che sta per prendere funziona. Il manometro (solo quello niente console ingombranti) viene attaccato all’anello a D sul fianco.
Tecnica
L’uso di tecniche corrette è uno dei punti chiave del repertorio dei sub OH. La stessa tecnica base gli assicura in divertimento in una immersione tropicale come su un relitto profondo in acque fredde.
La tecnica corretta inizia dalla corretta posizione, il sub OH si muove orizzontalmente in acqua, riducendo il profilo (e con esso i consumi) e facilitando la capacità di scambio di gas dei polmoni. Si presta molta attenzione all’uso di corrette tecniche di pinneggiamento: il sub OH si impegna
a raggiungere la massima spinta ed il minor impatto sull’ambiente. Questo si ottiene pinneggiando a rana e con pinneggiamenti modificati, studiati per non sollevare sospensione. Quindi il movimento di pinneggiamento è sempre rivolto indietro ed in alto, mai in basso.
L’ultimo dei componenti principali della tecnica corretta è un adeguato controllo dell’assetto. Senza di esso il sub OH sarebbe estremamente inefficiente.
Un buon assetto minimizza l’impatto sull’ambiente (niente urti al fragile corallo) ed aumenta contemporaneamente la gioia e la tranquillità dell’immersione. Il sub OH ha anche impeccabili capacità di gestione dell’attrezzatura, come dare aria in caso di esaurimento e, in situazioni più avanzate, l’uso corretto di mulinelli e rocchetti, efficiente impiego del pedagno e cambio miscela istintivo. Queste capacità sono affinate dal costante
esercizio.
Non è importante solo apprendere le tecniche, ma anche mantenerle efficienti. Il set di capacità OH dovrebbero diventare una seconda natura per il sub, per essere capace di reagire istantaneamente ad una possibile situazione di emergenza. Quindi gli esercizi di esaurimento aria, lancio del pedagno ed uso del rocchetto dovrebbero essere provati quasi in ogni immersione.
Immersioni in team
Il sub OH è orientato alla squadra, Questo va ben oltre il comune approccio dato al sistema di coppia, che può essere sintetizzato nell’immergersi “nello stesso mare nello stesso momento”. In acqua conoscere la posizione dei membri della squadra è una delle preoccupazioni principali del sub OH ma significa anche che l’immersione è pianificata in anticipo, sulla base del minimo comune denominatore della squadra, e significa anche che la in acqua la squadra non oltrepassa i limiti imposti durante la pianificazione.
Stressare i limiti di un membro della squadra può portare a spezzare l’integrità del team in acqua, con risultati potenzialmente catastrofici. Questo non vale solo per le penetrazioni avanzate su relitto, ma anche nelle più semplici delle immersioni ricreative.
Conoscere le capacità di ogni singolo sub e del team nel complesso è una delle preoccupazioni principali del sub OH.
L’approccio di squadra comprende accurate valutazioni post-immersione, nelle quali la squadra analizza ogni aspetto della pianificazione e dell’esecuzione.
Questo briefing aumenterà la coscienza in acqua e la cooperazione tra i membri del team, e non porterò solo ad immersioni più efficienti, ma anche molto più godibili.
Fisica e Fisiologia
Per il subacqueo Hogartiano Olistico interessa anche una completa comprensione dei concetti relativi alla fisiologia ed alla fisica dell’immersione.
Questa conoscenza è non solo informativa, ma anche di importanza pratica. Conoscere e comprendere i vari modelli decompressiva informerà il sub OH su come pianificare correttamente le immersioni, come usare i gas più adatti, come usare adeguatamente computer e tabelle ed a sapere quando concludere un’immersione.
Per immersioni in acque fredde la conoscenza delle risposte dell’organismo all’ambiente freddo metterà il sub in grado di usare un isolamento adeguato, sviluppare scenari d’emergenza e di inserire questi fattori nella pianificazione dell’immersione. C’è una miriade di altri settori su cui fare ricerca, ed ogni singolo elemento d’informazione renderà il sub OH più informato e, proprio per questo, un sub migliore.
Condizionamento fisico
Il condizionamento fisico è parte dello stile di vita del sub OH. Non migliora solo le capacità subacquee, ma anche la salute complessiva, e le persone in salute sorridono più spesso!
Contrariamente al pensare comune, per un sub l’esercizio più importante è quello aerobico.
Molti credono che per un sub la cosa più importante sia la pesistica perché:
1) l’immersione non è uno sport aerobico
2) trasportare pesi non è un’attività aerobica.
Questo però non significa che la pesistica non sia importante per un sub. Sollevare pesi aumenta la forza, il che facilita il sollevamento delle pesanti attrezzature sub, rafforza la struttura ossea, il che riduce la possibilità della necrosi ossea (un aspetto importante se si fanno immersioni lunghe e profonde) ed aumenta la massa muscolare magra,che è più facile da desaturare rispetto al tessuto adiposo. Il lavoro aerobico però è molto più importante per molte ragioni.
Primo, migliora il condizionamento fisico complessivo, riducendo la frequenza cardiaca a riposo, migliorando così il consumo, il che porta a maggior durata della bombola o a consumi minori in immersioni più impegnative. In secondo luogo essere in migliore forma fisica ritarda l’insorgere della risposta di panico.
La mente reagisce emotivamente all’aumento della frequenza cardiaca dovuto all’incremento di attività fisica.
Questo innesca un circolo vizioso che arriva al punto in cui il sub soccombe ai propri sforzi e diviene passivo. In terzo luogo il condizionamento fisico aumenta la massa muscolare magra, che desatura tanto più facilmente.
Inoltre migliora la capacità di scambio gassoso polmonare, cosi che il sub in forma aerobica sarà capace di denaturare più inerte ad ogni atto respiratorio e di spingere più O2 nel sangue rispetto al sub non in forma. Infine l’allenamento aerobico aumenta il diametro dei vasi sanguigni e aumenta l’estensione della circolazione. Questo ha due conseguenze: le bolle che si formano nel sangue non si bloccano tanto a causa del maggior lume vasale, e se lo fanno il sangue ha più strade per raggiungere l’area bloccata, riducendo così le probabilità di manifestazione della MDD.
Quindi l’allenamento aerobico dovrebbe essere il primo obiettivo del sub OH. Il tipo di esercizio non è importante quanto la sua pratica, ma bisognerebbe effettuare almeno 30 minuti d’esercizio 3 volte alla settimana.
Lo stile di vita OH
L’approccio solistico all’immersione si estende anche alla vita quotidiana del sub OH. I concetti di funzionalità minimale, lavoro di squadra per obiettivi e ottimizzazione di attrezzatura, mente e corpo sono attributi che beneficiano chiunque.
Ma la cosa più importante è che il sub Olistico Hogartiano si avvicina alla subacquea con mente aperta ma critica.
Lo stile di vita subacqueo diviene una ricerca di conoscenza e miglioramento che comprende l’apertura verso altre configurazioni dell’attrezzatura, teorie e pratiche d’immersione. Questo non significa un approccio qualunquista all’immersione –il metodo Hogartiano è stato sviluppato in anni di prove ed errori, talvolta anche con la perdita di vite umane– quanto il comprendere che in certi ambienti sono più adatti determinati metodi.
Ecco quindi che il sub OH ha l’obbligo morale di acquisire familiarità e di studiare tecniche come l’immersione con configurazione all’inglese, la foto ed il videosub, ed i pro e contro dei rebreather.
Questo significa che il sub OH conosca bene una moltitudine di dialetti subacquei e che si confronti con la propria forma di subacquea a partire dai comandamenti fondamentali della filosofia solistica Hogartiana: semplicità e funzionalità in un ambiente basato sul team.

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