Ventotene 2004
Gita a Ventotene 2004.
Per concludere l’estate abbiamo deciso di andare ad esplorare i fondali nei dintorni di una simpatica isoletta: Ventotene.
Il viaggio notturno in pullman è stato veramente esilarante, rinchiusi nel nostro mezzo metro quadrato a testa di spazio vitale, alla ricerca della posizione più comoda per riuscire a dormire, e in più con un favoloso sistema di ricircolo d’aria a temperature glaciali, non modificabile che ci ha visti tutti infagottati e bramosi di te caldo alle soste autogrill.
C’è qualcuno che ha tentato anche di dormire…. e ci è anche riuscito quando finalmente… Francesca ha smesso di parlare!
Siamo stati accolti nell’isola da un caldo sole, dalla banda, dai botti, ma soprattutto dalle Velone!!! Quale visione celestiale, i maschietti non credevano ai loro occhi! Il Presidente si è proprio superato nell’organizzare tutto questo per noi e….. a non erano per noi i festeggiamenti?……. Hops mi sono sbagliata! In realtà a Ventotene si stava festeggiando S. Candida, la santa patrona già indicata da qualcuno di noi come la protettrice dalle malattie veneree!!!
Per dovere di censura non posso qui scrivere, invece, quello che è uscito dalle nostre innocenti boccucce dopo aver scoperto una simpatica tradizione della festa: la sveglia alle ore 6.30 della mattina con botti, fuochi d’artificio e la banda del paese….. ma la tradizione è tradizione e siccome tutti, ma proprio tutti in isola erano in festa (compresi i diving) abbiamo festeggiato anche noi e ci siamo goduti l’atmosfera e i fuochi d’artificio .
Le immersioni? Tutte dai due gommoni che avevamo interamente a nostra disposizione..
Eravamo in un’area marina protetta e le immersioni erano tra Ventotene e la vicina S. Stefano. I fondali erano morfologicamente movimentati caratterizzati da un continuo susseguirsi di grotte, pareti colorate, spaccature, anfratti, canaloni e spianate dove la posidonia, per la gioia di tutti, non mancava quasi mai. Quello che mancava abbastanza invece era il pesce, specialmente quello di grossa taglia. Così le cernie non erano certo quelle delle Medas e nemmeno gli scorfani non erano poi così esagerati, ma in compenso tantissime uova di gattuccio, flabelline, pinne nobilis, qualche aragosta, murene, dentici, e le immancabili numerosissime castagnole di ogni dimensione.
Ormai conosciamo quasi palmo a palmo la zona “Molo 4” perché la più riparata dal vento quindi “…con libeccio e maestrale al Molo 4 devi andare”. Abbiamo fatto anche un’immersione sul Relitto “S. Lucia”, relitto di una nave passeggeri affondata nel 1943 da un attacco aereo inglese, diviso in due tronconi, quello di poppa coricato su un lato e quello di prua rovesciato. Vi abita sicuramente un grosso grongo…. Anche se non tutti l’hanno visto.
Prosegue anche in questa vacanza la “sfiga attrezzatura” spostandosi questa volta a Piero con le sue ben 3 torce allagate di cui 2 alla prima immersione alle quali possiamo aggiungere qualche problemino con la macchina fotografica e Paolo che può contare, invece, un allagamento della stagna causa rottura polsino, una rottura di jacket e una di manometro tutti rigorosamente nuovi o quasi….. come ti capisco caro Paolo! Tranquilli, comunque, siamo vicini a Natale ci penseranno Babbo Natale o i ricchi premi della lotteria della nostra cena a riparare i vostri danni!
Quanto al simpatico Paolino possiamo anche dire che durante questa settimana è stato veramente una “fetecchia” per usare un termine di Andrea: una volta ci ha seguiti per quasi tutta l’immersione modello palloncino rifiutandosi di scendere, poi non compensava, stava male, nausea, bevuto troppo, dormito poco, dormito troppo, ho sonno, sto male, oggi non faccio l’immersione, domani si vedrà….. insomma Paolo, il crollo di un mito! Sarà mica colpa del “cuore che sanguina”?
Il più fortunato del gruppo è stato invece sicuramente Sergio che dopo aver perso la digitale scafandrata all’inizio dell’immersione perché legata male al polso l’ha ritrovata, dopo qualche ricerca in superficie, grazie all’occhio di lince di Gigio2 a pochi metri dal punto d’immersione.
Anche in questa vacanza Dario ha avuto il suo subacqueo-remora; durante tutte le sue 4 immersioni, infatti, Francesca non l’ha mollato un attimo ed ha addirittura rifiutato la prestigiosa nomina di “capo dei primi grado”.
A proposito dei primi grado c’è da dire, invece, che Adriano, Marco e Nicola se la sono cavata proprio bene senza problemi particolari quindi….. la carriera può continuare.
Si aggirava tra noi, poi, ma mai troppo assieme a noi il Cicci solitario che compariva per le immersioni e la cena e poi spariva avvolto dal suo magico mantello. A chi faceva domande o tentava di avvicinarsi rispondeva sempre con tono dolce e amichevole e frasi tipiche prese dal suo inconfondibile repertorio. La sintesi della sua vacanza forse può essere degnamente rappresentata dalla immagine che lo ritrae.
Anche chi non ha fatto immersioni ha avuto il suo bel da fare nella spiaggetta poco distante tra bagni, pedalò e costruzioni di castelli, dighe, buche e chissà che altro nella sabbia. Spiaggia che accoglieva anche gli esausti subacquei tra un’immersione e l’altra, per un necessario riposino causa età alcuni , per dolci richiami ai doveri familiari altri: “Dariooooo cosa sei venuto a fare qua se non vai a fare il bagno con l’Annaaaaaaaa”.
Insomma è stata una bella e tranquilla vacanza per tutti anche questa purtroppo terminata; resteranno comunque foto e ricordi. Anche questa volta c’è chi si è dato da fare perché tutto fosse per noi il più piacevole possibile e per assicurarci delle immersioni divertenti e in sicurezza. Come sempre un grazie di cuore a chi si è prodigato per il nostro divertimento.

F.I.P.S.A.S
Confédération Mondiale des