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GIta Isole Medas

Scritto da Vivian Federico on .

cernia-medasGita sociale alle isole Medas.
di Laura Osgualdo.

Anche per la gita di fine estate, ormai, restano solamente fotografie e simpatici ricordi.
A fine settembre quest’anno ci siamo spostati in Spagna: isole Medas. Questa volta il nostro mezzo di trasporto non è stato l’aereo, ma quattro rombanti automobili e un furgone gentilmente messo a disposizione da Daniele e Sara.
La partenza della maggior parte di noi è avvenuta sabato mattina e inizialmente tutto si è svolto in assoluta tranquillità e secondo la norma ovvero…….. dopo un’ora dalla partenza eravamo già tutti là a “mangiucchiare” la solita quantità minima di cibo per la sopravvivenza: quasi disgustosi.
Avevamo deciso di pernottare in Francia per spezzare un po’ il viaggio e arrivare riposati alla nostra meta, ma ad un certo punto si è spezzata qualche altra cosa: ………… la macchina di Dario a Montpellier ha cominciato a dare qualche segno di cedimento.
Dopo esserci resi conto che nel nostro gruppo abbiamo elettricisti, idraulici, imprenditori, dentisti, bancari e impiegati di vario tipo, ma ci manca un meccanico, l’affondo della testa nel cofano da parte praticamente di tutti i maschietti e prove di vario genere la conclusione è stata che…….. ahimè, prematuramente l’alternatore ci ha lasciati. Che fare? Colonnina SOS! Facile a dirsi, ma in Francia e con un vocabolario di spagnolo non è così semplice rispondere a domande imbarazzanti quali che cosa è successo, quale pezzo si è rotto, che macchina è? (molto libera traduzione di chi scrive). Alla fine il carro attrezzi è arrivato il che vuol dire che la brillante Eleonora si è fatta capire e per fortuna alternatore in francese si dice alternateur.
Così i quattro occupanti la macchina di Dario si sono ritrovati a fare un viaggetto a bordo della macchina caricata sul carro attrezzi…….. un’emozione unica ve lo assicuro, talmente emozionante da decidere, dopo uno sguardo d’intesa che sembrava voler dire “la sfiga ci vede benissimo” di allacciare comunque le cinture di sicurezza.
La macchina è rimasta a Montpellier fino al sabato successivo e i quattro appiedati con bagaglio sono stati spalmati nelle altre macchine.
Devo dire che tutto ciò personalmente mi ha fatto apprezzare moltissimo il senso di solidarietà che si è creato tra tutti i componenti del gruppo: tutti assieme a risolvere un problema, con qualche comprensibile momento di nervosismo che rapidamente si è comunque trasformato in una sdrammatizzazione del problema e così, dopo la tappa forzata a Montpellier e la notte a Perpignan in stanze con letti lillipuziani (ndr) siamo finalmente arrivati domenica mattina in Spagna a l’Estartit dove, nel pomeriggio, ci hanno raggiunto gli altri componenti il gruppo.
Fin dalla prima cena ci siamo resi conto che, vista anche la presenza del diving all’interno dell’albergo, eravamo incappati in un ambiente veramente molto giovanile……. Nonna Maria resterà sicuramente nel cuore di tutti! E il tema le donne vivono più degli uomini è un argomento di cui ancora si discute.
Ma la sensazione di vacanza inizia con le immersioni nel parco di queste piccolissime isolette.
La prima immersione è stata per tutti un po’ “pesante”, eravamo quasi tutti appiattiti al fondo o con gav gonfiato modello omino Michelin perché le bombole erano di una pesantezza esagerata. Ci avevano avvertito prima di scendere, ma non pensavamo così pesanti.
Le immersioni si sono rivelate subito molto interessanti per la presenza di gigantesche cernie e scorfani…… non ho idea della quantità di patate che ci sarebbe voluta per fare da contorno a qualcuna di loro; ma poi anche branchi di barracuda, aquile di mare, dentici, salpe, branzini: gli occhi dei pescatori brillavano.
E poi gorgonie dall’intensissimo colore giallo, margherite di mare nelle pareti delle grotte e rami di corallo incastrati negli infiniti buchi presenti. E grotte, tantissime grotte di tutte le grandezze, a sifone, larghe, strette, con entrata stretta e camera interna larga, Si entrava da una parte e si usciva dall’altra ognuna invitava alla perlustrazione e spesso la curiosità portava ad infilarsi in queste insenature.
Abbiamo fatto tutte le immersioni senza le guide locali ed è qui che è emersa la caratteristica predominante del gruppo: uno spiccato senso dell’orientamento che accomunava una gran quantità di sommozzatori esperti ed istruttori! Senza parlare di chi puntava alla barca sbagliata! Fortuna che, le isole sono veramente piccole e che ogni barca del diving aveva in dotazione un piccolo gommoncino per il traino dei subacquei riemersi a distanza.
Stiamo meditando un CEPU di orientamento per tutti.
Ma la cosa più bella, il vero unico motivo per cui siamo andati a fare immersioni alle isole Medas è stato l’ascensore! Ebbene si, le barche del diving erano dotate di un bellissimo e comodissimo ascensore idraulico che permetteva la risalita in barca senza fatica e senza nessun problema……… anzi no, un problemino Eleonora lo ha avuto: appena salita sull’ascensore s’è tolta l’erogatore, ma l’ascensore si è fermato e così per respirare ha dovuto fare dei simpatici saltelli perché poi……… non c’è mai un erogatore o un aeratore in giro quando uno lo cerca!
E oltre alle immersioni? Un po’ di tutto come sempre: spiaggia a prendere il sole, piscina, qualche partitina a biliardo, qualche mezz’oretta nella vasca idromassaggio, qualche giretto chi a Barcellona, chi nei dintorni e soprattutto cibo. Il piattino dei dolci si è trasformato velocemente in un piatto grande con almeno tre dolci a pasto.
Anche questa volta c’è da segnalare la presenza di un bastardo bacillo tra di noi che ha fatto sì che alcuni crolli fisici fossero inevitabili; una cosa è certa il bacillo più potente è stato quello che ha colpito Michele R., lo si capiva dalla faccia e da alcune delle sue esclamazioni più tipiche.
Un’altra cosa da segnalare è la ripetuta sfiga che ha colpito il nostro Presidente: dopo la macchina (che già da sola basterebbe), alla prima immersione si è giocato la cerniera della semistagna, alla seconda immersione poteva annoverare anche una maschera in avaria e come finale la rottura di una frusta (taciamo l’episodio per clemenza e solidarietà)
Quest’anno il premio vomitino dell’anno ha un nuovo vincitore, il trofeo passa nelle mani di Marina F. che molto sapientemente ha saputo strapparlo a chi lo deteneva in precedenza, altro premio per la suddetta Marina: trofeo cellulare 2003
Oltre a questo c’è da dire che i primi grado, dopo un inizio da pesce remora,  se la sono cavata veramente bene tanto che ora sono tutti pronti ad iniziare il secondo grado con grande entusiasmo, grazie soprattutto alla pazienza e alla passione dei nostri instancabili istruttori.
Il ringraziamento per la buona riuscita della nostra vacanza va, come sempre, a chi per settimane si è dato da fare per organizzare la gita cercando di farlo nel migliore dei modi; a chi ha messo a disposizione le macchine e naturalmente a tutti noi perché ormai sappiamo che ognuno dà sempre il suo apporto perché la vacanza sia serena e divertente e mi pare che ci riusciamo ogni volta.
Resta un unico mistero da risolvere: al ritorno non abbiamo dovuto raccontare nulla a chi era rimasto a casa, tutti sapevano già tutto…………. Mah!

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